martedì 13 marzo 2012

lunedì 12 marzo 2012

Quello che resta

Mancano pochi giorni alla presentazione del documentario. Pochi giorni, poi il film sarà proiettato su un grande schermo e le protagoniste, e altre donne, e altri uomini vedranno, riassunto il 45 minuti, un lavoro di mesi. Elisa, che modererà l’incontro giovedì, mi ha chiesto, qualche giorno fa, cosa rappresenta questo lavoro per me. Alcune delle donne che hanno partecipato a questa impresa, e che non hanno ancora visto nulla, mi chiedono se sono soddisfatta.

Sono soddisfatta. Ho dato il meglio di me. Coi pochissimi mezzi a disposizione- il risultato è un piccolo miracolo. Sono felice, naturalmente. Sto crescendo dal punto di vista tecnico ed artistico, e noto le enormi differenze –anche a livello di sensibilità- dai miei primi cortometraggi. Oggi rifarei le stesse scelte, e sarei ugualmente soddisfatta.
Le storie, quando vengono raccontate, non sono più solo nostre, non sono più nemmeno di chi le ha vissute. Le storie, che ci piaccia o meno, sono di chi le ascolta, di chi le racconta, di chi le tramanda. Le storie sono di tutti. Si tramandano e si trasformano, diventano nostre, di chi le critica e di chi le ama, di chi le comprende, ma anche di chi non le capisce, ma le conosce. “Alcuni dicono che una parola è morta quando viene detta, io penso che cominci a vivere solo allora” scriveva Emily Dickinson. Per me, anche per le storie è un po’ la stessa cosa. Cio’ che vivo è solo mio, se nessuno lo conosce. Quando lo racconto, comincia a vivere da solo.
Cosa arriverà alle giovanissime che vedranno questo documentario? Cosa arriverà a chi non conosce la parola “femminismo”? Cosa, a chi l’ha conosciuta in prima persona? Quali immagini resteranno? Quali parole?

Qualche giorno fa ho scritto delle considerazioni sullo sguardo femminile in letteratura, e al cinema.
Questo film è fatto da una donna e parla di donne.
Io ho voluto che venissero fuori due cose, principalmente.

Il sorriso delle donne, le risate delle donne, su fatti e racconti importanti. “Talvolta ci capita di vivere esperienze violente sotto un cielo di una bellezza straordinaria. E questi due stati d’animo li viviamo simultaneamente” diceva Claire Simon. A volte la bellezza si nasconde in questi forti contrasti.

Insieme al sorriso delle donne, che vorrei rimanesse impresso negli occhi di chi guarda, ho voluto raccontare la libertà, l’“attitudine” alla libertà di ognuna e di tutte.
E ancora cito Claire Simon “Forse nell’immagine della donna è più difficile ritrovare l’idea di libertà”. Sono parole che hanno un peso politico, estetico, sociale, molto forte. Ritrovare l’idea di libertà – persino al cinema- nell’immagine della donna, è impresa complicata. 

Sorrisi e senso – aspirazione-  di libertà,  questo vorrei che rimanesse.

mercoledì 7 marzo 2012

Dopo  mesi di incontri, interviste, riprese, raccolte fotografiche, ricostruzioni .. siamo felici di invitarvi alla prima proiezione del documentario  


LE STORIE CHE SO DI LEI
Il movimento delle donne salentine negli anni del femminismo
di Paola Manno


GIOVEDI’  15 MARZO ore 18.30
presso le OFFICINE CANTELMO



Il documentario, prodotto da Cult Lab in collaborazione con la Casa delle Donne di Lecce (LFD), è un racconto corale, una sinfonia di storie e ricordi, che esplora vicende lontane nel tempo, la cui eco affascina ed incanta.


Di seguito una breve sinossi del documentario e in allegato la locandina dell’evento.
Saremmo felici se ci aiutaste a diffondere l'iniziativa!


Sinossi: Sandra entra in ambulatorio e spiega a tante giovani donne cos’è la contraccezione, Ginetta denuncia la direttrice dell’ospedale di Galatina che, anche dopo l’approvazione delle legge 194, si rifiuta di praticare gli aborti, Ada, l’angelo del ciclostile, esce con il cappottino buono e la camicia ben abbottonata per andare alle manifestazioni, perché non vuol sembrare una cattiva ragazza…
La storia del femminismo – da Olympe de Gouges a Carla Lonzi – ha attraversato i decenni e le diverse nazioni e ha toccato realtà grandi e piccole, metropoli e cittadine. Il Salento l’ha vissuta in prima persona, sebbene pochi lo sappiano. “Ci sono state occasioni in cui letteralmente abbiamo messo a soqquadro la città”, raccontano le protagoniste. Una proposta che nasce all’interno della Casa Delle Donne di Lecce, legata alla necessità di interrogarsi sul ruolo che il movimento femminista ha avuto in una piccola realtà del Sud Italia, ma soprattutto alla voglia di capire come le lotte di quegli anni abbiano influito sulla vita di tutte le donne.

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=QhAKft_ubW8
Info: lestoriechesodilei@gmail.com
Fb: Le storie che so di lei
http://lestoriechesodilei.blogspot.com/