lunedì 12 settembre 2011
giovedì 8 settembre 2011
LUISA MURARO
LUISA MURARO. OCCHI CHIARI E BRILLANTI. PER ME è STATA UNA RIVELAZIONE. CONOSCEVO IL SUO NOME MA AD ESSERE SINCERA NON AVEVO ANCORA INCONTRATO I SUOI SCRITTI E LE SUE PAROLE. HO LETTO QUALCOSA IERI PRIMA DI INCONTRARLA PER L'INTERVISTA DI QUESTA MATTINA. IN QUEGLI SCRITTI HO RITROVATO MOLTO DEL SENSO DEL LAVORO CHE STIAMO FACENDO. E COME A VOLTE ACCADE, HO TROVATO ANCHE QUELLE PAROLE CHE ANCORA MI MANCAVANO E SFUGGIVANO PER DESCRIVERE IL SENSO DI QUESTA PICCOLA RICERCA. I. To be continued ..
mercoledì 7 settembre 2011
lunedì 5 settembre 2011
Fa caldo nella terrazza di Sandra. Non solo perché le temperature di questa giornata di inizio settembre sono ancora alte, ma anche perché questo è uno di quegli incontri che non si dimenticano.
Siamo in tante questa sera, la Casa delle Donne di oggi è ben rappresentata. Molte delle presenti non si incontrano da anni e l'occasione è la gradita presenza di Pina Nuzzo (UDI nazionale) in questi giorni a Lecce per la scuola estiva della differenza.
Ci siamo incontrate per aggiungere qualche tassello alla ricostruzione di questa importante storia, ed infatti questa si rivela una bella occasione per guardare al movimento femminista come non abbiamo ancora fatto finora. Manuela introduce il progetto con voce emozionata; c’è entusiasmo in tutte noi e forse un po’ di incertezza. Ma il racconto di Pina Nuzzo scioglie ogni riserva. Puntuale, precisa ed appassionata, parla della fine degli anni '70 ed '80 a Lecce, della sua storia, dell’incontro con l' UDI, di come ha “attraversato” temi e lotte femministe e di come ha incrociato alcune delle persone presenti.
Il suo è un racconto che apre molti interventi. Ognuna col suo flusso di memoria, ordinate, calme, rispettose delle parole delle altre. Si alternano i racconti pacati e gli sguardi diversi, che arricchiscono il racconto. Ed è come se insieme si cercasse di capire qualcosa di più di quanto accaduto.
Pina racconta tra le tante cose, la lotta dell’Udi per i consultori; interviene Sandra che a sua volta ricorda le contrapposizioni per i consultori pubblici sostenuta dall’ UDI e la pratica sul campo dell’ AIED.
Si snocciolano nomi e luoghi e si affrontano molti temi. La questione dell’organizzazione politica del movimento inoltre emerge con le stesse debolezze di oggi : finanziamenti ed autonomia.
È la volta di Pinuccia e di Consiglia che parlano della loro esperienza nella casa delle donne degli anni ‘80, del MAD, dei collettivi .. si parla anche di separatismo, della necessità secondo alcune di caratterizzare alcuni luoghi col pensiero femminile, scelta non da tutte condivisa. Si agganciano i ricordi delle altre, chi ha partecipato attivamente, chi guardava dall'esterno cosa accadeva a Lecce. Ogni singola storia porta con sé grandi riflessioni. Ma il flusso dei ricordi viene interrotto dalle domande di Pina.Vuole sapere cosa ci spinge a fare questo lavoro, qual è il senso profondo della nostra ricerca, quale la nostra esperienza e cosa ci aspettiamo dal nostro domani. E' il momento del confronto vero, tra noi trentenni che di quelle lotte hanno potuto beneficiare e chi quei conflitti invece li ha vissuti sulla propria pelle.
Cambiano le parole, le prospettive ed i racconti. Rimane uguale, mi sembra, il desiderio di libertà di ognuna. Ed è proprio questo ciò che ci avvicina a questa storia fatta di volti di donne leccesi e non. È il desiderio di andare oltre ciò che possiamo trovare scritto su un libro, sentire quali sono state le emozioni provate, ed andare oltre ciò che il mondo intorno ci suggerisce.
Spesso capita a chi vive un epoca e un Paese che garantisce diritti civili importanti, di dare per scontate molte cose. Capita anche che ci si senta “inadeguate” se si avverte quel cortocircuito tra diritti acquisiti e comportamenti che riproducono schemi arcaici (vedi quanto accaduto nel nostro Paese) e lì lo smarrimento di noi giovani donne, figlie di rivendicazioni importanti, può essere grande. Da qui la voglia di andare a parlare con chi prima di noi si è confrontato con il ruolo delle donne nella società, con chi il femminismo lo ha costruito, ci ha riflettuto e scritto e con chi al di là del movimento stesso, ha raggiunto la libertà che cercava. I.
martedì 6 settembre 2011
La città a soqquadro
Gli incontri con le protagoniste di questo lavoro
continuano. Ho conosciuto, la settimana scorsa, Ada e Consiglia.
Ada ha una casa bellissima, piena di piante e di libri, una
casa di quelle che sogni di avere quando sei bambina. Ada ci ha raccontato,
brevemente, quali furono negli anni ’70 le questioni “care” al femminismo, e
come sono cambiate in questi ultimi anni. Ce ne riparlerà nei dettagli davanti
ad una telecamera. L’arrivo di Antonella ha movimentato la riunione, come
sempre accade quando si incontrano
due o più donne che han vissuto un’esperienza simile. Ada è pacata, lo
sguardo dritto e fiero; Antonella, quel pomeriggio, mi ha fatto pensare a quelle pasionarie care a certi registi
e scrittori.
Consiglia, invece, mi ha colpito perché sembra una donna
tranquilla, se ci parli dieci minuti. Capisci invece che ha un fuoco, dentro,
se ti trattieni oltre. Cosa l’ha avvicinata al movimento delle donne, perché ha
partecipato attivamente alla costruzione della casa? Il senso civico e morale, una certa ideologia, il
sentimento di giustizia, tutto questo insieme… mi sono resa conto che dietro
quello che è successo nel Salento in quegli anni c’era una fortissima passione che andava oltre la politica.
“In 30 abbiamo messo a soqquadro la città. Eppure non mi ero mai accorta che
eravamo solo in 30… Lecce è stata davvero all’altezza dei tempi” racconta
Consiglia. È facile immaginarle, queste donne, e il soqquadro di 30 anni fa…
Sarebbe bello avere delle immagini d’archivio.
lunedì 29 agosto 2011
Le distanze
Durante il nostro ultimo incontro, Sandra mi aveva accennato
che Pina Nuzzo, delegata nazionale UDI, avrebbe trascorso qualche giorno nel
Salento, a fine agosto. Per telefono Pina è stata molto cordiale, da subito
disponibile. Mi ha colpito il tono della sua voce, molto rassicurante,
amichevole, impressione rafforzatasi durante il nostro incontro. Ho conosciuto
Pina questo pomeriggio. Abbiamo parlato dell’idea del documentario, del
lavoro già svolto e quello da programmare. Pina conosce bene la geografia del
movimento femminista in Puglia, i rapporti tra le diverse città e paesi, ne fa
parte integrante, anzi di più.
Delle parole di Pina questo mi ha colpito “La questione
femminile è una questione di distanza”. È qualcosa a cui non avevo mai pensato,
ma che ha subito illuminato le mie riflessioni sulla questione femminile fatte
fino ad ora. Le distanze. Probabilmente anche questo sarà un aspetto da
raccontare nel nostro documentario. Sarebbe bello discuterne insieme.
giovedì 11 agosto 2011
Abbiamo bisogno di voi
Il lavoro sul documentario procede. In questi primi mesi, insieme a Ilaria e Manuela, si é riflettuto sul contenuto del film e sul materiale disponibile. Abbiamo avuto diversi incontri, raccolto dei nomi, incontrato gente.
Sandra del Bene è stata e sarà un aiuto fondamentale per noi. Ci ha raccontato, davanti alla telecamera, la storia del “suo” femminismo. Abbiamo fatto delle riprese vicino al Tito Schipa e a casa sua; abbiamo anche delle immagini di una riunione sulla sua terrazza girate la settimana scorsa. A fine agosto incontreremo Pina Nuzzo.
Nelle prossime settimane il lavoro diventerà più articolato.
“Le storie che so di lei” è un lavoro di ricerca, ma anche, e soprattutto, di racconto attraverso delle immagini. Da una parte, dunque, abbiamo bisogno di persone che abbiano voglia di raccontare e raccontarsi.
L’idea, appunto, è quella di una racconto corale, preciso, con un rigore storico, ma anche emotivo, personale. Questo documentario sarà un lavoro a “tante mani e tanti occhi”, con una direzione precisa, ma “aperto” e democratico. Per questo abbiamo bisogno delle vostre esperienze, che siano politiche oppure più legate alla sfera personale. Ogni testimonianza sarà significativa per la realizzazione del progetto.
Cosa c’è all’inizio del femminismo? Perché le donne salentine hanno sentito il bisogno, la voglia di incontrarsi? Cosa sono i femminismi in una realtà relativamente piccola e del sud? Cosa è successo in quegli anni? Ci sono delle caratteristiche del femminismo a Lecce? Che volto ha? Quali sono i luoghi del femminismo nel Salento?
Dall’altra parte abbiamo bisogno anche di fotografie, testi, filmati, ogni cosa che possa raccontare per immagini quel periodo.
Scriveteci per qualsiasi iniziativa e idea.
lunedì 6 giugno 2011
Ciak si gira
6 giugno 2011 - Abbiamo finalmente iniziato, dopo tanto parlare, immaginare e raccontare, tutto è pronto per la realizzazione del video sul movimento femminista a Lecce. Ciak si gira.
Siamo a casa di Sandra del Bene. Appuntamento alle tre di un assolato pomeriggio. Sandra ci accoglie con un caffè in ghiaccio, prima di cominciare a raccontare ciò che ha vissuto, attraverso le lotte, gli entusiasmi e le difficoltà, in un "flusso di coscienza" che ci incanta per ore.
Paola scruta Sandra e l'ambiente intorno con la sua video camera, come fosse il prolungamento dei suo occhi, mentre Manuela ed io siamo lì a mantenere il microfono, fare domande ma soprattutto ad ascoltare, con curiosità e tanta voglia di capire.
Ilaria
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